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Bollé Avio MIPS

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Il nuovo Avio MIPS è il casco più evoluto del catalogo Bollé. Lo è per le tecnologie con cui è costruito e che sono orientate alla ricerca dell’aerodinamica, della sicurezza e della ventilazione.
Parlando di aerodinamica, sia le forme sia la tecnica costruttiva sono influenzate da questo aspetto: la linea è a profilo basso, perfettamente curvilinea, con parte posteriore Kamm-tail (ossia a coda tronca) per ottimizzare l’andamento dei flussi. Inoltre, la tecnologia AVID Aero Progressive EPS, oltre a contribuire a indirizzare i flussi in modo più efficace, grazie alla differenziazione degli spessori dell’EPS permette di contenere il peso togliendo materiale dove non serve, senza minimamente inficiare la capacità di assorbimento e dissipazione della struttura. Secondo quanto afferma Bollé, l’efficienza aerodinamica del nuovo Avio MIPS promette una riduzione dell’energia necessaria a superare la resistenza all’aria pari a 8 Watt, ma qui entriamo in un terreno minato, fatto di affermazioni e calcoli che hanno valore più teorico che pratico.

Sicurezza prima di tutto

Passiamo a cose più serie. Visto che abbiamo toccato l’argomento sicurezza, oltre alla tecnologia appena citata, Bollé ne adotta un’altra – nota e collaudata – per aumentare il livello di protezione del suo nuovo Avio: MIPS Air, il più leggero fra i sistemi sviluppati dall’azienda svedese (dato il DNA del casco, non poteva essere diversamente…). Integrato nell’imbottitura del casco, il dispositivo ne permette spostamenti multidirezionali fino a 15 mm per ridurre il movimento rotazionale trasmesso al cervello in caso di impatti obliqui.

Stai fresco

Interessante anche l’aspetto ventilazione. L’Avio MIPS è dotato di ampie feritoie frontali e superiori, che permettono all’aria di accedere all’interno del casco, dove è canalizzata e indirizzata da una rete di svasi ricavati nell’imbottitura. La forma e la posizione degli estrattori posteriori, al contempo, crea un effetto di bassa pressione che risucchia l’aria verso l’esterno, generando un flusso che può raggiungere i 12,5 m/sec. Al di là dei numeri ad effetto, nella vita reale la capacità di ricircolo dell’aria è eccellente e, anche nelle giornate più calde, indossare l’Avio MIPS non ci ha mai fatto soffrire.

Comfort

Continuando ad analizzare il casco dal suo interno, l’imbottitura è minimalista, ma solo come disposizione, nel senso che è presente nei punti di reale contatto con la testa ma, se si tende a sudare molto, le soluzioni di continuità nella parte frontale permettono a qualche gocciolina di scendere sul viso. Il sistema di chiusura e regolazione si affida al classico cinturino con regolatori dell’ampiezza (pratici ed efficaci) e fibbia di chiusura (al tatto, non eccezionale), abbinato a una leggera “gabbia” composta da un sottile fettuccia di materiale plastico, che converge nel meccanismo di ritenzione e regolazione posteriore, azionato da una pratica rotellina che può essere manovrata con precisione anche indossando i guanti lunghi. La posizione rispetto alla nuca, può essere naturalmente regolata in senso verticale agendo sui due agganci che lo vincolano alla calotta in EPS. La calzata è eccellente. Leggerezza, ergonomia e ventilazione sono di alto livello e il comfort ne trae grande vantaggio, anche sulle lunghe percorrenze.

Cosa volere di più

Volendo cercare il pelo nell’uovo, per un casco di alta gamma qual è l’Avio MIPS, ci avrebbe fatto piacere trovare nella confezione una bustina in tessuto per proteggerlo durante il trasporto. Se può consolare, si tratta però di un neo comune alla maggior parte dei concorrenti… Al contrario, un plus di questo casco è la soluzione Opti-Dock: si tratta di un inserto in gomma morbida applicato all’imbocco delle due feritoie anteriori, nelle quali, di solito, si infilano gli occhiali quando si decide di non indossarli. La sua funzione, svolta in modo egregio, è quella di mantenerli ben saldi, evitando che le astine possano scivolare.

Tutti questi raffinati contenuti hanno un prezzo: l’Avio MIPS costa infatti 275 euro (il doppio dell’EXO e il 35% più del Furo), ma si allinea alla concorrenza di alta gamma e mantiene comunque un eccellente rapporto qualità/prezzo. E poi, si sa, quelli necessari per proteggere la nostra testa sono sempre soldi ben spesi.

Scheda tecnica

Struttura Calotta in EPS
Rivestimento Policarbonato con accoppiamento in-mold
Aerazione 10 prese d’aria con estrattori posteriori
Protezione Sistema MIPS Air
Colori Bianco opaco, Nero opaco, Titanio opaco
Taglie S/ 52-55 cm, M/55-59 cm, L/59-62 cm
Peso rilevato 249 g (taglia M)
Prezzo 275 euro

Ci piace

• Calzata
• Comfort
• Aerazione
• Rapporto qualità/prezzo

Non ci piace

• Manca un sacchetto/custodia per il trasporto

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Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.

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