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Il Giappone riparte dalle giovani

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Grandi maratone nella domenica appena trascorsa, in particolare la Yokohama International Women’s Marathon, che ha chiuso i battenti nel segno di un’atleta di casa,la giovane Tomomi Tanaka alla sua seconda esperienza sui 42,195 km ma già capace di battere grandi campionesse come l’olimpionica Tiki Gelana,l’etiope che ha confermato di essere in una profonda crisi che ormai dura da due anni. La Tanaka nel finale ha avuto ragione della kenyana Philes Ongori, precedendola di appena 2” in 2h26’57”. A confermare la bella giornata delle giapponesi, forse finalmente di fronte a un ricambio generazionale, c’è il terzo posto della debuttante 19enne Reia Iwade, che ha chiuso in 2’27’21”davanti alla kenyana Caroline Rotich, crollata nel finale e quarta in 2h27’32”. Solo sesta la Gelana, vittima di qualche problema fisico nella notte e che ha chiuso in 2h29’13” dietro anche la giapponese Nojiri (2h28’54”).

La vincitrice Tanaka; sopra,l'arrivo di Istanbul (foto organizzatori) La vincitrice Tanaka; sopra,l’arrivo di Valencia (foto organizzatori)

36esima edizione ricca di spettacolo della Vodafone Istanbul Marathon, anche se non sono arrivati i tempi che ci si aspettava. All’inizio il protagonista è stato il kenyano Josphat Muchiri Ndambiri, che è andato in fuga nella prima metà gara transitando alla mezza in 1h04’51” con un minuto su un gruppo di 6 uomini composto dai connazionali Michael Kiprop e Cosmas Kimutai, dagli etiopi Bazu Worku, Gebo Burka e Ketema Tadesse e dall’eritreo Mulue Andom. Da dietro è rinvenuto però il marocchino Hafid Chani che, esaurita l’azione di Ndambiri, ha allungato insieme ad Andom. Chani però ha forzato ulteriormente affrontando gli ultimi 12 km da solo per andare a chiudere in 2h11’53”, cogliendo la sua prima vittoria in carriera. Alle sue spalle seconda piazza per Burka in 2h12’23”, terzo Kiprop autore di un bel finale in 2h12’39”. Gara quindi più lenta di quanto previsto, lo stesso dicasi per le donne con la padrona di casa Ummu Kiraz che ha preso l’iniziativa in partenza transitando prima ai 10 km in 35’25” e portando a 29” il suo vantaggio alla mezza, passata in 1h14’52”. Dopo 25 km da dietro ha iniziato a rinvenire l’etiope Amane Gobena, passando la turca dopo 2 km e transitando ai 30 km in 1h46’03” con 26” sulla connazionale Getnet e la Kiraz. La gara a quel punto si è decisa e la Gobena è andata a vincere in 2h28’46” con 1’50” sulla Getnet e terza l’ucraina Olena Burkovska in 2h31’30” con il bronzo olimpico Tatyana Arkhipova quarta in 2h31’47” e la turca Elvan Abeylegesse quinta come agli Europei di Zurigo, in 2h32’15”.

In Spagna la Maraton Valencia Trinidad Alfonso va al favorito della vigilia, il kenyano Jacob Kendagor che ha saputo tenere testa anche al forte vento contrario negli ultimi km che ha influito sull’evoluzione della corsa. La corsa ha visto tutto il gruppo dei pretendenti alla vittoria passare alla mezza in 1h03’46” e ai 30 k in 1h31’14” ancora in corsa per abbassare il record della gara (e su suolo spagnolo) stabilito lo scorso anno dal kenyano Felix Kipkemoi Keny. Intorno al 35°km Kendagor ha preso decisamente l’iniziativa seguito dal connazionale Samuel Kosgei, incapace però di tenere il suo ritmo, ma le condizioni climatiche hanno reso la rincorsa al primato impossibile. 2h08’37” il tempo finale di Kendagor con Kosgei staccato di 31” e l’altro kenyano Francis Kipkorir Kiprop terzo in 2h09’20”. Per molti versi più appassionante la prova femminile risoltasi in una battaglia a tre fra le kenyane Pamela Rotich e Ednah Kimaiyo e la namibiana Beata Naigambo. La soluzione è arrivata negli ultimi 6 km quando quest’ultima ha forzato l’andatura per vincere in 2h30’52” con la Kimaiyo al suo personale in 2h31’20” e la Rotich terza in 2h31’35”.

Tra le altre distanze spiccava la Zevenheuvenenloop di Nijmegen (Ned), principale appuntamento sui 15 km dov’era impegnato anche l’azzurro Daniele Meucci che però al 4° km,quand’era nel gruppetto di testa, è stato toccato duro in una curva sentendo una fitta muscolare che gli ha consigliato di fermarsi. La vittoria è andata all’etiope Abera Kuma in 42’18” dopo il forfait, attorno a metà gara, del favorito kenyano Leonard Patrick Komon (attuale detentore del miglior crono mondiale di sempre sulla distanza). E’ arrivato secondo Yigrem Demelash mentre è terzo Yenew Alamirew.Tra le donne primo posto per Priscah Jeptoo in 46’56”. Alle sue spalle completano il podio Emily Chebet (47’28”) e Gladys Chesire (48’41”).

Risultati importanti anche alla mezza maratona di Boulogne Billancourt (Fra) non più inserita nel circuito Iaaf Road Label, ma frequentata ancora da atleti di alto livello a cominciare dall’etiope Yitayal Atnafu Zerihun, vincitore in 1h01’03” in volata sul kenyano James Gitahi Rungaru che ricordiamo tre settimane prima vincitore della Great South Run. Terzo l’altro etiope Yihunilign Adane a 31”, per tutti e tre primati personali. Doppietta etiope fra le donne con Bekelech Bedada prima in 1h11’10” davanti a Zewdnesh Ayele, a 27”, terza la francese Laurane Picoche a 2’22”.