La bicicletta può essere il cuore e fulcro del turismo

La stagione delle granfondo e delle gare in bicicletta su strada in genere, si avvia alla conclusione. Il mondo degli eventi amatoriali è nettamente diviso in due, con prove che sono cresciute e altre che faticano. Si vede nel turismo una buona proposta per poter valorizzare le manifestazioni e il territorio. Più che mai come in questo periodo storico la bicicletta è occasione di rilancio per molti.

23/10/2017

Granfondo e turismo, un binomio inscindibile che dovrebbe vedere gli enti locali direttamente coinvolti in eventi che smuovono centinaia, se non migliaia, di persone, e invece sono spesso solo gli organizzatori ad attivarsi e a fare leva proprio sullo charme delle località teatro della manifestazione per attirare quanti più corridori possibile. È anche vero che l’aspetto agonistico fine a se stesso comincia a non bastare più: sono tanti i ciclisti che guardano sì a piazzamento e tempo, ma sono attentissimi pure al palcoscenico dove andranno a gareggiare, non disdegnando qualche giro extracorsa. Negli investimenti però i C.O., come è logico che sia, privilegiano altri aspetti, lasciando il discorso turistico in sott’ordine: “Le due cose che curiamo – afferma Mauro Soscia della GF Città di Fiuggi – fermo restando che cerchiamo sempre di replicare quanto di buono fatto nelle precedenti edizioni, riguardano l’inserimento di elementi di novità (per esempio quest’anno abbiamo introdotto i ristori Gourmet e una nuova App geolocalizzata) e il gadget tecnico, che funge sempre da elemento di richiamo”. “Gli elementi principali sono sempre gli stessi specifica Paolo Marrucci della GF della Vernaccia pubblicità, premi, sicurezza dei ciclisti e pranzo finale”. “Noi puntiamo molto su gadgettistica, servizi e percorso di gara” assicura Andrea Leali del Giro dei 3 Laghi.

“Ci concentriamo essenzialmente su una sola ‘C.O.S.A.’ – annuncia tra il serio e il faceto Tonino Scarpitti del GiroSardegna: Capacità, Organizzazione, Sicurezza, Ambiente (… intendendo ‘l’aria’ che si respira sia tra i ciclisti che intorno a essi!)”. “Noi lavoriamo su promozioni sul prezzo, qualche pagina pubblicitaria sulle maggiori riviste di settore, newsletter del nostro addetto stampa e dell’azienda che si occupa del cronometraggio” sottolinea Pier Luigi Del Pistoia della GF Diavolo in Versilia. Discorso più complesso per Tonino Ferrante della GF di Sant’Angelo Lodigiano: “La base devono essere i percorsi, capaci di interessare i partecipanti, e nel contempo risultare calibrati per il periodo. La nostra gara, che si corre tradizionalmente a fine marzo, con i suoi 3 tracciati cerca di accontentare sia i granfondisti più assidui, proponendo un lungo da ben 160 km che, all’estremo opposto, i ciclisti più avvezzi ai circuiti con uno molto veloce di 90 km. Costruita una base solida legata ai percorsi e alla loro messa in sicurezza, si pensa a tutto il resto, dai ristori al pasta-party, dal pacco gara alle premiazioni e molto altro ancora”. “Tutti i servizi sono importanti – avverte Paolo Imperatori della GF Fara in Sabina – avendo fondi a disposizione si potrebbero migliorare tutti indistintamente, ma credo che l’investimento maggiore vada fatto sulla sicurezza di gara, presidio agli incroci, servizio sanitario e pasta party”.

A6: Teasi

Entriamo nello specifico

In tutto questo, quanto influisce l’aspetto turistico? “Vengono in molti per vedere il posto, e il percorso è studiato proprio per quello – spiega Tony Bottaro della GF Città di Bagnara Calabra si parte dal mare e si sale per vedere il Golfo di Messina, è un tracciato suggestivo”. “Tantissimo. Il nostro percorso si basa esclusivamente sull’appeal turistico che ha sottolinea Enrico Cavallini della GF Alpi Biellesi La Panoramica Zegna, la Valle Cervo e la scalata a Oropa dal ‘versante Pantani’ sono il vero punto di forza”. “Essendo la base logistica a Bormio, località turistica di montagna, questo aspetto è fondamentale – ammette Mario Zangrando della GF Stelvio Santini La GF promuove il cicloturismo nella giornata dell’evento, ma soprattutto è uno spot di forte richiamo per tutto il resto della stagione; si percepisce che soggiornando a Bormio (e paesi limitrofi) si possono percorrere in pochi giorni alcune delle mete più ambite di ogni cicloturista: Stelvio da tre versanti, Gavia da due, Mortirolo da ben quattro, poi i due del Bernina e del Foscagno…”. “La località fortemente turistica richiama grande partecipazione, anche per la possibilità di coinvolgimento del settore promozionale turistico, che di solito beneficia di importanti risorse spiega Andrea Leali – Nel nostro caso non possiamo disporne, visto che operiamo in zone non primarie per l’attrattiva turistica”. “Infatti dipende dall’evento s’inserisce Vittorio Ferrante Per quanto riguarda la GF del Penice, vista la sede di partenza a Zavattarello, detta ‘la perla verde dell’Oltrepò’, e il periodo estivo, senza dubbio è un dato di cui tener conto, tanto che abbiamo proposto alcune convenzioni  con strutture ricettive locali per promuovere il soggiorno dei ciclisti e dei loro accompagnatori in questa località, valorizzando così i territori montani pavesi”. “Da noi gli albergatori si fanno carico delle spese della manifestazione…” mette in luce Bruno Irace della Fondo Molisana. “Per noi conterebbe molto, con una partecipazione superiore alle 500 unità ammette Ugo Segnana della GF Coppa d’Oro trattandosi di un evento fuori stagione, si svolge infatti al primo di ottobre”.

Le forme di comunicazione

Per solleticare l’attenzione dei granfondisti, quali sono le strategie di comunicazione che danno maggiori risultati? “Per gli italiani il passaparola – garantisce Alberto Laurora de LaMontBlanc – Stiamo lavorando per acquisire il popolo straniero”. “Crediamo che il passaparola sia ancora tra i mezzi più efficaci – conferma Mario Zangrando – Oggi attraverso i social diventa capillare dal punto di vista geografico e virale!”. “Il popolo dei granfondisti segue molto i social conferma Pier Luigi Del Pistoia – e anche gli articoli e i redazionali delle principali riviste di settore, sia cartacee che digitali”. “Tra questi sicuramente Facebook è al primo posto” sentenzia Fabio Forgiarini della Carnia Classic Fuji-Zoncolan. Enrico Cavallini allarga il discorso: “Tutte le forme di comunicazione sono fondamentali. Per potere toccare tutti gli appassionati (di età ed estrazione sociale eterogenea) si devono usare tutti i canali”. “Noi curiamo personalmente una nostra newsletter che parla di ciclismo ma non solo, e nella quale usiamo un linguaggio colloquiale verso gli iscritti è l’originale scelta di Mauro Soscia Possiamo dire che è un ottimo veicolo di promozione che, abbinato a Facebook in quanto amplificatore delle comunicazioni, riesce a interessare i granfondisti”.

Il futuro del settore in base a questi impegni, si può pensare a una ripresa del settore in termini di numeri di partecipazione? “Credo di sì risponde Paolo Marrucci Il 2017 è stato come uno spartiacque”. Non la pensa così Alberto Laurora: “Il settore è in netto stallo, troppi eventi e troppe concomitanze. Sono certo che il nuovo progetto UCI-FCI possa migliorare il sistema, lavorando sulla qualità delle GF, degli organizzatori, delle location e soprattutto sulla non sovrapposizione di manifestazioni nelle stesse date, e vicine in termini territoriali”. “Io non sono ottimista, sono realista – ammonisce Tonino Scarpitti – il futuro è del ciclismo sportivo, turistico e ‘salutistico’: l’utilizzo della bici in queste tre direzioni crescerà sempre di più, e ne beneficeranno solo coloro (organizzatori, hotel, riviste, ecc…) che saranno capaci di adeguare la loro azione alle mutate esigenze e richieste di un settore impossibile da ‘governare’ ma, al massimo, da ‘precedere’!”. “È difficile crescere, perché di GF ne muoiono 2 e ne fanno 4 nuove, quindi c’è sempre un ricambio, e purtroppo con tante manifestazioni in calendario ci sono concomitanze analizza Paolo Imperatori ma credo che se uno lavora bene i numeri pian piano crescono. Ritengo che ci siano troppi eventi, pertanto tutto il sistema ne risente: troppe gare e poca qualità”. “Crediamo che alla terza edizione o si aumenta o si abbandona l’idea – anticipa Ugo Segnana – non so cosa aspettarmi, siamo legati alle condizioni climatiche, se sono buone ci saranno più partecipanti… In generale non saprei, ho visto GF crescere in modo enorme, tipo Strade Bianche, le altre credo rimangano sui loro numeri”. “Noi abbiamo lavorato bene, e per questo siamo certi dell’incremento” è ottimista Bruno Irace. “Quest’anno un po’ in tutto il Meridione non sta andando molto bene è l’opinione di Tony Bottari – forse ce ne sono troppe, siamo tutti cicloamatori, e i numeri sono in calo, per questo l’edizione del 2 giugno è stata annullata, ma spero che in futuro la nostra GF vada sempre meglio, proprio perché legata all’aspetto turistico. Per questo la riproporremo, optando per il percorso unico”. “Reggono le storiche, tipo Nove Colli, Maratona, Sportful sottolinea Fabio Forgiarini per il resto c’è un deciso calo di presenze. Purtroppo non c’è un ricambio generazionale e i ‘vecchietti’ cominciano a stufarsi, in primis per gli elevati costi”.

Testo: a cura di Gabriele Gentili
Foto: Playfull e Sara Carena

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