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Downcountry? E che diavolo è?

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BMC Foustroke 01 LT One - action 01
BMC Foustroke 01 LT One in azione - foto: Luca Ghigliani

Sono MTB cross country pompate? O trail bike super pedalabili? Qualsiasi cosa siano, ecco la nostra guida essenziale al Downcountry.

Travel ridotto con geometria progressiva, queste mountain bike biammortizzate rappresentano il fronte della nuova ondata di novità. Il nome nasce unendo ‘down’ da downhill e ‘country’ da cross country, gli estremi del settore off-road a pedali. Ora vediamo di fare chiarezza nel definire cosa è una bici da Downcountry e cosa non lo è, cercando di tenere lontane le sirene del marketing.

Test Cannondale Scalpel Carbon SE 1 - action 05
Cannondale Scalpel Carbon SE 1 in azione – foto: Nicola Pisani

I canoni del Downcountry

Una bici da Downcountry è definita dalla combinazione precisa di travel e geometria. Ma quali sono i range in cui muoversi, sia per escursione alla ruota sia per quote geometriche?
La confusione è già tanta nel mountain biking, vediamo di non aggiungere carne al fuoco.

In ogni caso i limiti valgono solo per quest’anno, sicuramente dal prossimo saranno ridefiniti, così come è capitato e capita continuamente per altre discipline più consolidate. Figuriamoci questa interpretazione della MTB che al momento è giusto una moda.

Massimo 120 mm e non meno di 67°

Non più di 120 mm di travel all’avantreno e al retrotreno, anche se per alcuni puristi – eh sì, è appena nata e già ci sono i puristi… – dietro dovrebbero essere solo 100 mm, come una classica full da cross country. Questo per non avvicinarci troppo a quella che poi diventa una trail bike a tutti gli effetti. Sia mai confondere le due cose!

Come alcune bici che hanno anticipato la moda, nel dettaglio Cannondale Scalpel SE e Specialized Epic Evo, si trattava di montare una forcella leggermente più lunga e robusta, e componenti più solidi e comodi, tra pneumatici, cockpit e reggisella telescopico. L’obiettivo? Maggiore comfort sulle lunghe distanze e sui dislivelli importanti, con una bici utilizzabile in gare marathon senza troppe pretese ma anche per semplici pedalate a contatto con la natura.

Specialized Epic Evo Expert - carro
110 mm di travel e geometria modificabile tramite Flip Chip per la Specialized Epic Evo

Dopo è arrivata l’attenzione per le geometrie, potenzialmente stravolte dall’utilizzo di una forcella più lunga.

L’angolo sterzo è il fattore critico, che non deve essere più aperto di 66° (la media è di 67°), quando le più moderne armi per il cross country viaggiano sui 68°. Per il resto delle quote, siamo sempre in ambito “basso, lungo e aperto” in ottica XC.

Passando alle ruote, lo standard 29er è il padrone assoluto, come potete immaginare, con pneumatici da almeno 2,3” per una maggiore impronta a terra e tassellatura aggressiva almeno all’anteriore. I vantaggi? Comfort, controllo, e trazione.

L’allestimento

Abbiamo accennato il discorso ruote e gomme, introducendo il capitolo allestimento. La forcella ha struttura più solida, con steli da 34 o 35 mm a seconda del produttore, i freni a volte sono a quattro pistoni con rotori da 180/160 mm per anteriore e posteriore, per il cockpit vale la filosofia del produttore: stem da trail/enduro oppure ancora in lunghezza tipica del cross country.

Mavic MTB 2010 - BMC Fourstroke - action
La velocità elevata di un’arma da XC supportata dalla stabilità e dal controllo di una geometria progressiva di chiara impronta trail bike – Foto: Jérémie Reuiller

Per chi sono?

Per tutti e per nessuno al tempo stesso. Dall’appassionato di XC che vuole più divertimento da una bici sempre leggera e scattante, ai biker più capaci che si sono stancati dalle sempre più estreme ma al tempo stesso stancanti armi da enduro e che desiderano tornare al puro piacere della guida nei giri domenicali.

Ecco, forse queste sono le bici da Downcountry: una MTB da enduro ridotta all’essenziale che non sacrifica anima ludica e adrenalina nel riding, più che una XC travestita da trail bike. Anche se il settore, al momento, vede più bici nate seguendo la prima strada. Un po’ come è avvenuto all’inizio del movimento Gravel: bici da ciclocross travestite per l’utilizzo su strade bianche, più che progetti dedicati e nati ex novo.

Vediamo ora quali sono le quattro bici più rappresentative del Downcountry secondo il nostro modesto parere.

Cannondale Scalpel SE

Cannondale Scalpel Carbon SE 1 - lato
Cannondale Scalpel Carbon SE 1

Un ottimo esempio della reincarnazione di un’arma per il cross country race. Cannondale ha preso la sua rinomata full suspended Scalpel, già molto capace e versatile (qui il nostro test), aggiungendo 20 mm di travel alle due estremità. La forcella diventa una tradizionale Rock Shox Sid con steli da 35 mm, lo sterzo passa invece a 67°. L’allestimento rappresenta la differenza più significativa: reggisella telescopico, attacco manubrio corto (ma non troppo), piega low rise più larga, e pneumatico più voluminosi all’anteriore.

Qui il nostro test della Cannondale Scalpel Carbon SE 1.

Specialized Epic Evo

Specialized Epic Evo Expert - lato
Specialized Epic Evo Expert

Se Scalpel SE è la reincarnazione di una XC race, qui parliamo di metamorfosi di una piattaforma storica al pari di quella Cannondale. Forse la Epic Evo è la bici che al momento guarda più al futuro, a quello che potrà essere il Downcontry, se solo lo vorrà. Al pari della prima pioneristica Enduro 29, il range d’utilizzo sembra essere molto ampio. Così leggera e prestante da poter essere usata con efficacia in una gara marathon, ma al tempo stesso così comoda e capace per dominare epic ride su epici sentieri alpini.

Anche in questo caso il montaggio è all’altezza: forcella da 120 mm, freni a quattro pistoni, ampi pneumatici, reggisella telescopico. Il travel è di 110 mm con geometria modificabile tramite Flip Chip.

Abbiamo appena ricevuto in test una Specialized Epic Evo Expert, di cui leggerete il nostro test approfondito prossimamente. Qui trovate invece la nostra anteprima su Epic ed Epic Evo.

Transition Spur

Transition Spur - lato
Transition Spur XX1 – foto: Transition Bikes

Il piccolo brand statunitense è uno dei più attivi sulla scena e sicuramente tra i più radicali quando si tratta di scelte geometriche, con la sua piattaforma Speed Balanced Geometry che ha fatto scuola (qui l’approfondimento sull’argomento).

Spur è una bici nuova, creata appositamente per la disciplina emergente. Le linee sono fluide e leggere, per una bici che ne incarna al massimo gli obiettivi: pedalabilità e divertimento. Il travel è di 120 mm davanti e dietro, il telaio è compatibile con telescopici ad abbassamento elevato (fino a 180 mm per la L e addirittura 210 mm per la XL), la geometria è super progressiva – e non poteva essere altrimenti – con sterzo da 66°, piantone sella da 75,9° in taglia L (varia a seconda delle taglie), il reach è da 480 mm (sempre per large). I montaggi sono all’altezza delle attese con un occhio di riguardo alla leggerezza e l’altro al divertimento, con la possibilità di acquistare il solo telaio e cucirsi la bici addosso, cosa non da poco.

BMC Fourstroke LT

BMC Fourstroke 01 LT One - lato
BMC Fourstroke 01 LT One

Chiudiamo con la versione a lunga escursione – LT, Long Travel – della bici che ha dominato gli ultimi campionati del mondo XCO, vincendo oro e bronzo con Jordan Sarrou e Titouan Carod.

Già quest’ultima è una delle più radicali sulla scena cross country race, ma il brand elvetico ha deciso si spingere oltre le qualità del mezzo cercando di bilanciare potenza ed efficienza di una macchina da cara con il controllo e la trazione di una mountain bike da escursionismo a tutto tondo.

I 120 mm di travel all’anteriore e al posteriore sono abbinati a una geometria moderna (sterzo a 66,5°, carro lungo 429 mm, BB Drop di 35 mm) e a una selezione di componenti capaci e leggeri, per percorrere i sentieri con fiducia. La chicca è il reggisella telescopico RAD (Race Application Dropper) ereditato dalla più leggera sorella Fourstroke, il primo integrato per XC che offre un vantaggio competitivo radicale, oltre a linee pulitissime e una manutenzione più semplice.

Qui potete leggere come è nata la nuova piattaforma BMC Fourstroke, il test della Fourstroke 01 LT One è stato pubblicato sul numero di Dicembre 2020 ora in edicola, qui invece potete leggere la versione arricchita di maggiori contenuti foto ma soprattutto video.

[foto: Cristiano Guarco]

Oltre la geometria della MTB: tutta la verità

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