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RIMMEL

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Paolo Colombini - Ph. Danilo Pianese IMHO photography

Di Andrea Ambrosini (@neoprenesolo)

Ma come fanno a dare un occhio alle previsioni e dopo un’ora trovarsi già al terminal, tampone molecolare fatto, quarantena mandata giù come gazzosa e pronti a farsi filmare su un’onda maldiviana?
Ma come fanno questi qua che io solo per andare a trovare Il Doc ad Alassio e sperare di pigliare due onde è da una settimana che continuo a monitorare l’evoluzione meteo sul golfo ligure?
L’unico lusso è stato cambiare le gomme alla macchina, perché l’autunno è arrivato e la mareggiata di Ognissanti va onorata con un italico viaggio.

Dall’Adriatico, la prima tappa è sempre Parma, elegante come Parigi anche senza la Senna, lì è nata mia figlia e lì la nonna materna la riempirà di baci e carboidrati mentre il papà imbocca la Cisa. La Cisa si, perché fino all’ultimo non ho chiaro se andare direttamente nel ponente ligure passando da Piacenza o buttare un occhio all’alta Toscana, a quella terra di mezzo schiacciata tra il fiume Magra e il porto di Carrara, zona di confine snobbata dai liguri che sotto Lerici non scendono e troppo proletaria per i surfisti dei pontili apuani.

Paolo Colombini – Ph. Danilo Pianese IMHO photography

Invece, la domenica, mentre la Liguria intera rimane completamente sottovento e sconfortata, Marinella di Sarzana e la sua spiaggia segmentata da scogli a formare piccole baie si schiude in un regalo minuscolo con mare da sud e periodo prossimo agli 8 secondi. Sulla statale i No Vax in fila per i tamponi davanti alla farmacia, in acqua solo un austriaco di mezza età e il sottoscritto. Grazie Lunigiana.

Arrivo dal Doc che è quasi buio, il solito trauma del passaggio all’ora solare, la solita gioia di ritrovare un amico speciale dopo due anni di covid. Nella notte tra domenica e lunedì il mare comincia ad entrare ma l’intensità del vento da nord fa lo stesso, un ingenuo surfista adriatico di fronte a uno scenario di mare formato e vento da terra grida al miracolo, non sa che quando la tramontana soffia a venti nodi ad Andora e a Diano Marina è molto probabile che si resti all’asciutto, di primo mattino il Ligure è ancora una lastra di cobalto sotto una pioggia insistente.

A pranzo prendo in mano la situazione con ottimismo guascone e decido che è ora di andare a fare la nostra surfata, affanculo il vento teso offshore. La fortuna premia gli audaci e i marchigiani, ad Andora le onde entrano e quando le raffiche si ritirano dietro le Alpi Liguri il giorno di Ognissanti diventa un parco giochi per tre ore di sessione piovosa, divertente e poco affollata vista l’assenza dei torinesi rimasti lassù per l’incertezza del meteo e le poche ore di luce a disposizione.
Esausti, ci cambiamo sotto il diluvio e rientriamo a casa, niente furgoni per gli over quaranta, piuttosto caffè fumante, divano e una rotazione di vecchi video rock anni ’90, poi a letto presto.

Martedì mattina il libeccio spinge di misura e il vento è assente, Andora rischia il chiusone un’onda su tre, ne prendo comunque un paio decenti e finalmente su una tavola più corta del mio solito long, in acqua anche un fotografo dal caschetto giallo ma non credo proprio di essermi aggiudicato uno scatto, da quando mi sono ammalato di surf non mi è mai successo e sulle onde più belle non c’è mai nessuno a guardarmi.
Perso in questi pensieri poco dignitosi mi giro e a fianco un veterano simpatico dai capelli rossi guarda a sua volta il fotografo e gli grida dietro: ‘se lo sapevo che c’eri te stamattina mi mettevo anche il rimmel’.
This is Italy.
Di Andrea Ambrosini (@neoprenesolo)

Foto (caschetto giallo): Danilo Pianese  IMHO – In My Honest Opinion.

Il “caschetto giallo” – Danilo Pianese

Surf a Chilometro Zero

Dispaccio dal Fronte Orientale

Forse quel giorno lì io non c’ero

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