Dolomiti Paganella: tutto a portata di bici

Ecco il racconto di due appassionati della MTB che si sono immersi nel comprensorio Dolomiti Paganella, la mecca della bici a 360°.

10/10/2019
scritto da Alberto Fossati

Gli hotel, i punti di ospitalità in genere, i locali e gli uffici del turismo, offrono tante informazioni sul territorio, sui tracciati e linee guida. Non solo disponibilità di percorsi, Dolomiti Paganella è un riferimento anche in fatto di organizzazione.

Siamo nel comprensorio delle Dolomiti Paganella, nel cuore delle Dolomiti di Brenta, non lontani da Trento, a ridosso delle belle cittadine di Fai della Paganella, Andalo e Molveno, quest’ultima con il suo lago, una vera oasi di benessere. Il territorio della Paganella è diventato in questi ultimi anni una Mecca per gli appassionati della mtb, partendo dalle discipline maggiormente rivolte alla performance, fino ad arrivare al gravel, passanto per all mountain, enduro e dh, senza dimenticare gli appassionati della strada o chi vive la bici in totale relax, con approccio vacanziero e turistico ( i trails dedicati ai camminatori non si contano).

Anche dal punto di vista della morfologia, questo fazzoletto di terra è davvero interessante, una sorta di altopiano allargato, vario, capace di offrire scorci e panorami da cartolina.

Qui tutto è votato ad assecondare le esigenze degli appassionati delle due ruote a pedali, strutture, impianti, attività commerciali e hotel, mezzi pubblici. In Paganella possiamo dire che la stagione turistica è senza fine, da quella invernale con la neve fino ad arrivare a quella estiva dove il core business sono proprio le bici, quest’ultima capace di ricoprire un ruolo sempre più importante. Ci sono i sentieri e ci sono ben tre bike park zone, per oltre 80 km di strade sterrate completamente percorribili e collegate tra loro.

In coda agli impianti di Andalo, in Dolomiti Paganella Bike

Tre cabinovie, 3 seggiovie entrambi fruibili con un solo bike pass. La sicurezza e il rispetto delle regole sono garantiti da tre Bike Patrol, agenti di pubblica sicurezza che sono presenti lungo i tracciati. Le e-bike possono essere ricaricate lungo le stazioni di ricarica presenti in loco. il potenziale di questa zona è davvero elevato e i margini di crescita sono davvero ampi. A questi aggiungiamo la brillantezza di aver aperto una zona alle attività outdoor, dove nulla è impossibile e la famiglia è sempre al centro. Qui sognare, divertirsi, riposare, dare sfogo alla propria passione e condividere i momenti di sport, con la famiglia oppure al fianco degli amici è possibile, dimenticando l’auto e la frenesia della città. Ecco un breve racconto di Matteo Rossi e Andrea Faré, due veri interpreti della mtb.

Matteo Rossi e Andrea Faré.

Le sorprese dell’ultimo minuto sono sempre le migliori

Ore 11, sono in riunione, di quelle pesanti. La concentrazione è alta, arriva un Whatsapp. Lo leggo, non lo leggo… lo leggo più tardi… la curiosità prevale, lo apro: “Ragazzi, c’è da andare al Paganella Bike Days, due giorni, bike park ecc.”
Il mio cervello si scatena il caos, comincio a pensare “Mm, è un casino, la moglie, i figli… non posso… non posso non andare!” Chiamo mia moglie, con un’operazione marketing da vero esperto la convinco, il più è fatto. Anche Andrea, il mio socio d’avventura, tentenna un po’ ma dopo qualche minuto arriva il suo messaggio: “Ci sono!” Perfetto, destinazione Andalo, al Dolomiti Paganella Bike Park, pronti a partire!

Alcune fasi prima della partenza.

Si parte

Arriva finalmente il venerdì, si parte nel primo pomeriggio. Per la testa cominciano a frullare un po’ di idee su come muoversi e organizzarsi. In questo posto non siamo mai stati ma ne abbiamo sempre sentito parlare molto bene per cui le aspettative sono molto alte.
Nel tardo pomeriggio arriviamo in albergo ad Andalo a due passi dal centro, scarichiamo le valigie e scendiamo nella hall dell’hotel. Una mezz’ora per fare un po’ di public relation con alcuni colleghi. Alle 19 assistiamo alla presentazione NorthWave, il tutto contornato da un bell’aperitivo. Ci vengono presentati un nuovo set maglia e baggy shorts e un paio di scarpe con suola flat. A prima vista le scarpe son molto belle, con una suola Michelin al tatto abbastanza rigida, cosa che apprezzo, anche se non uso pedali flat da parecchio tempo.
Ci spostiamo nel ristorante per una cena tipica, ancora quattro chiacchiere e tutti a letto, ci aspetta una lunga giornata di riding domani.

Un week end ai Paganella Bike Days

Sabato mattina; sveglia puntata alle sette ma l’adrenalina ci fa alzare molto prima, la voglia di girare è tanta. Scendiamo per una colazione abbondante con già il casco in testa e le scarpe allacciate, ma ci rendiamo subito conto che l’atmosfera è molto rilassata, siamo gli unici già pronti a saltare in sella mentre c’e chi si presenta in ciabatte, chi ancora in maglietta della salute. Io e Andrea ci sentiamo quasi un po’ spaesati, normalmente sono odiato dai miei compagni d’uscita per il mio motto: “Partiamo presto per tornare ancora prima”, a quest’ora di solito siamo già alla prima discesa… per una volta ce ne freghiamo, decidiamo quindi di prendercela con calma anche noi e ne approfittiamo per fare quattro parole con alcuni nostri neo compagni di riding.

La qualità dei sentieri è notevole, tracciati vari per tutti i gusti e capacità. La segnaletica è ben visibile e di facile interpretazione.

Finita l’ottima colazione ci dirigiamo al Cave Trail Center, il punto di ritrovo e campo base dell’evento. Ci troviamo in un bellissimo parco, vicino ai campi sportivi, con un pump track da leccarsi i baffi, un palco montato di fronte ad una notevole parete di arrampicata, uno stand per il noleggio bici, e uno stand Northwave.
Giusto una mezz’ora per sistemarci sulle bici e montare dei pedali flat, indispensabili per le scarpe Northwave che abbiamo ricevuto in prova e partiamo per un enduro tour organizzato dalle guide del Paganella Bike Park. Gabriele, la nostra guida, dopo il primo tratto di cabinovia, ci accompagna all’imbocco del primo trail. Siamo di fronte al Willy Wonka, un sentiero molto flow e abbastanza facile ma che invoglia ad aprire il gas.

Facciamo la prima discesa di riscaldamento per prendere un po’ di confidenza. Devo essere sincero, sono almeno un paio d’anni che non uso pedali flat. Sui primi panettoni mi sento letteralmente volare via, qualche brivido alla schiena e mi passa per la testa qualche scena fantozziana. Fortunatamente dopo qualche minuto si comincia a prendere confidenza: mi vengono in mente i primi tempi, solo flat e guida sporca… un po’ di nostalgia, in più il piede libero aiuta a migliorare la guida, insomma ci prendo gusto, a tal punto che decidero’ di usarli anche per la domenica.

La linea dei drop alla fine dei trail di Fai della Paganella

Per tutta la mattina giriamo nella zona di Andalo, dove troviamo sentieri molto scorrevoli e fluidi, come per esempio Hustle&Flow, ben costruiti con sponde perfette e panettoni di tutte le dimensioni. Brake bump che si possono contare sulle dita di una mano, considerando il fine stagione… nulla da dire sulla lavorazione e manutenzione dei sentieri.
Questi trail sono perfetti per chi vuole imparare, compresi bambini, ma anche divertenti per chi ha manico, stando attenti a non esagerare perché è molto facile alzare il ritmo e toccare velocità molto alte.
Dopo una pausa pranzo in un belissimo rifugio, il tempo di un caffè e ci dirigiamo verso Fai della Paganella. Facciamo un sentiero di collegamento, il Giada Line, qui la situazione cambia parecchio. Un trail enduro lavorato il giusto ma con con delle parti un po’ “adrenaliniche” soprattutto quando c’è un po’ di umidità: provate a immaginare di avere una distesa di saponette grosse come palle da bowling un po’ umide… i jolly si sprecano e soprattutto è vietato toccare i freni!

Il trail personalmente mi è piaciuto molto, un genere che preferisco, inoltre mi viene assicurato che in condizioni di asciutto il grip aumenta notevolmente e la discesa diventa una goduria.
Arriviamo a Fai, risaliamo con la seggiovia e andiamo a prendere il Peter Pan per poi incrociare e buttarci nell’Easy Rider. Torniamo al super flow; rispetto al Willy Wonka, un trail un po’ più tecnico ma sempre divertentissimo. Anche la confidenza col terreno cresce e si comincia a mollare i freni, la velocità sale e con questa anche il divertimento!
Poco prima di arrivare alla partenza della seggiovia c’è anche una bella linea di tre drop, dal più basso è facile per chi vuole prendere confidenza, al più impegnativo, con un gap di qualche metro, ovviamente per i più esperti, che deve essere affrontato con una certa velocità.
Fatta una certa ora decidiamo di rientrare al campo base e prendiamo un altro sentiero di collegamento, il Ribs Trail che ci riporta direttamente ad Andalo. Ritorniamo allo stile enduro, sassi e radici sono il tema principale. Come si suol dire, “se sei incerto tieni aperto”, e il divertimento è assicurato.
Una volta rientrati salutiamo la nostra guida che ci ha tenuto compagnia per tutto il giorno e decidiamo di farci una doccia per poi ritornare al Cave Trail Center.

L’evento prevede anche una Pump Track Challenge, non sarebbe stato male partecipare, ma la stanchezza inizia a farsi sentire. Ci mangiamo un gustoso hamburger mentre un gruppo musicale ci tiene compagnia con dell’ottima musica dal vivo. Un paio di birre senza esagerare e si rientra in albergo, domani ci aspetta una bella sveglia all’alba.

Day two

Ore 5:30 suona la sveglia. Alle sei dobbiamo prendere la cabinovia più la seggiovia che ci porta sulla cima Paganella per assistere all’alba.
Usciamo dall’albergo, chiaramente ancora buio, ma salire in mezzo alle sole luci degli impianti ha un qualcosa di magico.

Arriviamo sulla cima, purtroppo c’è parecchia nebbia quindi non si riesce a vedere molto e fa anche parecchio freddo. Il contesto è comunque affascinante e lo è ancora di più la colazione preparata in uno splendido e tipico rifugio. Insomma, nonostante il tempo grigio ci consoliamo con del buon cibo. Verso le otto, un po’ appesantiti da un equivalente pranzo di Natale, partiamo per visitare la parte di comprensorio verso Molveno. Andrea vuole anche approfittarne per portare a casa qualche scatto come si deve.
Dopo un trasferimento pedalato di circa tre quarti d’ora imbocchiamo il Secret Trail. A mio parere il più bello tra quelli enduro percorsi, molto naturale e un po’ scassato in alcuni punti, non facilissimo ma neanche impossibile, con parecchi tratti ripidi e qualche passaggio tecnico su roccia.

Questo sentiero scende a picco verso il lago di Molveno. Dalla partenza, in alcuni punti si puo’ godere di una bella vista proprio sul lago. Una volta giunti sulla riva attraversiamo il centro paese e prendiamo la cabinovia che ci porta nella Molveno Zone.
È quasi ora di pranzo per cui decidiamo di fare solo una discesa e ci buttiamo nel Blade Runner, anche questo un trail flow con parecchi panettoni e molto divertente.
A metà di questo sentiero prendiamo poi il rientro verso Andalo con un collegamento ben fatto su sterrato e qualche tratto da pedalare poco impegnativo.
La giornata è ormai finita, è ora di mangiare qualcosa. Purtroppo ci sarebbe piaciuto fare ancora qualche discesa ma per evitare un po’ di traffico decidiamo di partire subito dopo pranzo. Facciamo i bagagli e via verso casa.

Video: Dolomiti Paganella Bike: destinazione ad effetto WOW

A cura della redazione tecnica, con il contributo di Matteo Rossi e Andrea Faré. Foto di Andrea Faré; apertura di Sotto Bosco.

Sono disponibili informazioni dettagliate al sito ufficiale dolomitipaganellabike.com

 

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