Chicago torna agli antichi fasti

Americani in festa per la vittoria del beniamino di casa Galen Rupp. Nelle altre gare del fine settimana internazionale spicca il 2h06’13” del kenyano Talam a Eindhoven, Meucci solo 9° nella 20 Km di Parigi

12/10/2017
scritto da Gabriele Gentili

L’ultima edizione della Chicago Marathon non può passare sotto silenzio perché una campionessa etiope, interrompendo un dominio kenyano che andava avanti da ben 15 anni, ha riportato la gara americana ai fasti di un tempo con un risultato eccezionale, che anche se non è un record di per sé regala alla sua autrice altri primati. Stiamo parlando di Tirunesh Dibaba, che probabilmente nella città del vento ha dato il suo definitivo addio alla pista per entrare nella seconda parte della sua carriera. Quella americana non era la prima maratona della Dibaba, che ricordiamo è riuscita ancora a salire sul podio mondiale a Londra sui suoi amati 10000 metri, ma è la sua prima vittoria, inoltre con il tempo di 2h18’31” ha colto la seconda prestazione della storia dell’evento dietro la britannica Radcliffe che a Chicago stabilì il record mondiale e come la Radcliffe, anche la Dibaba è riuscita nell’impresa di scendere per due volte nello stesso anno sotto le 2h20’, dopo il 2h17’56” siglato in aprile a Londra dietro la Keitany proiettata verso il primato mondiale “only women”. La vittoria della Dibaba dimostra altresì che Londra è stato il vero mondiale della specialità, la gara che ha stabilito le gerarchie attuali. Se la gara britannica era stata un testa a testa, quella americana è stata più combattuta, infatti ha regalato gloria anche ad altre come la kenyana Brigid Kosgei, vincitrice lo scorso anno a Milano e scesa a 2h20’22” oppure la statunitense Jordan Hasay, capace di un colossale 2h20’57” alla sua seconda esperienza sui 42,195 km.

La gara maschile non è stata di pari livello, anche se gli americani sono andati in visibilio per la vittoria del bronzo olimpico Galen Rupp, altri “figlioccio” dell’allenatore di Mo Farah, l’ex primatista mondiale Alberto Salazar. Rupp ha chiuso in 2h09’20”, accelerando nella seconda parte dopo una prima metà al rallentatore (1h05’50” il passaggio). Ritiratosi per l’ennesima volta il primatista mondiale Dennis Kimetto, ormai “missing” da almeno due anni, scomparso l’altro favorito Stanley Biwott, la seconda piazza è andato al due volte iridato e campione uscente Abel Kirui, in 2h09’48”, unico altro atleta capace di scendere sotto le 2h10’.

Galen Rupp, prima vittoria una una Major Marathon (foto organizzatori)

Tante altre come sempre avviene in autunno le gare importanti su strada, che ha preso tutta per sé l’attenzione con la chiusura della stagione su pista: le cose migliori si sono viste a Eindhoven (NED) dove la maratona ha visto la seconda vittoria consecutiva del kenyano Festus Talam, questa volta in gara da favorito e non da pacemaker. 2h06’13” il suo tempo con un progresso di 13” rispetto allo scorso anno, stesso tempo del secondo arrivato, Felix Kiptoo Kirwa, buon anche il 2h06’41” del terzo kenyano, Marius Kipserem. Di molto minor spessore la vittoria al femminile di Eunice Jeptoo in 2h26’13”, pur sempre suo PB. Alla mezza maratona di Boston primi l’ex iridato allievi su pista Daniel Lemashon Salel (1h04’31”) e della sua connazionale kenyana Joan Chelimo in 1h10’31”, ben lontano dall’1h06’25” del mese scorso a Copenhagen. Alla 20 Km di Parigi successo per il kenyano Collins Chebei che in 58’28” ha stabilito la miglior prestazione mondiale dell’anno su questa distanza poco praticata a livello internazionale, solo nono l’azzurro Daniele Meucci a 1’54”, fra le donne vittoria e leadership mondiale per l’etiope Gebeyanesh Ayele in 1h06’02”. Alla 10 Km di Berlino spicca la vittoria della tedesca Alina Reh, quest’anno argento europeo U23 sui 5000 che ha coperto la distanza in 31’38”, primato tedesco di categoria battendo di 16” l’accreditata kenyana Stella Chesang. Gara maschile al kenyano Mathew Kipkorir Kimeli, già primo in settembre a Praga, in 27’32”.

Lo sprint testa a testa fra Talam e Kirwa (foto organizzatori)

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