Mai tanto azzurro a Francoforte

Il percorso veloce di Francoforte invita a cercare il proprio “personal best”, obiettivo di Pellecchia e Cominotto come anche della Iozzia e della Tschurtschenthaler. Maratona anche a Lubiana

27/10/2017
scritto da Gabriele Gentili

Accade molto di rado che una grande maratona internazionale abbia al via una copiosa partecipazione italiana di vertice. E’ quanto accadrà domenica alla Mainova Frankfurt Marathon, gara dello Iaaf Gold Label che vanta una positiva tradizione per i colori italiani, più che per i risultati per la possibilità data a molti di migliorare le proprie prestazioni. E’ proprio confidando nella velocità del percorso che alcuni atleti di spicco del panorama nazionale si schiereranno al via a cominciare da Anna Incerti (FF.AA.), la 37enne siciliana che torna in gara a 5 settimane dalla sfortunata Berlin Marathon, nella quale stava viaggiando abbondantemente sotto le 2h30’ prima di essere costretta al ritiro per problemi gastrici dopo il 30° km. Tornare per l’ennesima volta sotto il muro delle 2h30’ è il suo obiettivo, con lei al via anche Ivana Iozzia (Corradini Excelsior), seconda ai recenti tricolori di mezza maratona e seconda anche due settimane fa alla 42,195 km di Bregenz in Austria in 2h43’47”. Da seguire anche Agnes Tschurtschenthaler (Niederdorf Raiffeisen) scopertasi maratoneta a 35 anni dopo un illustre passato sui 3000 siepi e anche qualche capatina nelle Granfondo su strada, che quest’anno è stata sesta alla Jungfrau Marathon, una delle più famose maratone di montagna. Al maschile spiccano le presenze di Liberato Pellecchia (Aeronautica) che proprio a Francoforte ha corso in 2h16’24” nel 2012 e 2h16’57” nel 2015 e Manuel Cominotto, il più giovane italiano di vertice con i suoi 26 anni, alla seconda maratona in carriera dopo il 2h18’08” dello scorso anno a Torino. Tempi che fanno ben capire come per la vittoria gli atleti da seguire siano altri, in campo maschile principalmente l’etiope Getu Feleke, con un PB di 2h04’50”, contro il quale saranno i primi due dello scorso anno, i kenyani Mark Korir e Martin Kosgey. Al via ben 8 atleti con personali sotto le 2h08’. Fra le donne grande curiosità per la presenza dell’olimpionica dei 5000 metri Vivian Cheruiyot (KEN) che in aprile ha debuttato a Londra in 2h23’50”, la favorita però appare l’etiope Feyse Tadese, prima a Berlino nel 2015 in 2h20’27”.

Mark Korir in occasione della vittoria dello scorso anno (foto organizzatori)

Altra maratona in programma domenica la 22esima Volkswagen Ljubljana Marathon, principale prova del calendario sloveno. I favori del pronostico privilegiano il kenyano Marius Kimutai, reduce dalla vittoria in aprile a Rotterdam in un notevole 20h06’04” che ne fanno il 13° atleta dell’anno e che il 17 settembre ha corso la mezza a Oporto in 1h00’07”. Più esperto e con grandi basi di velocità il connazionale John Mwangangi, 2h06’13” due anni fa a Valencia, mentre torna alla maratona Solomon Kirwa Yego, il kenyano che per anni ha vissuto nelle Marche e che in aprile è stato terzo a Parigi in 2h07’12”. In gara anche Levi Matebo Omari, il più veloce sulla carta con 2h05’16” datato però 2011, che vuole migliorare il terzo posto del 2016, ottenuto peraltro dopo un clamoroso errore di percorso causato dalle staffette al 39° km che ha pregiudicato vittoria e record della gara. Un problema occorso anche all’altro kenyano Philip Sanga Kimutai, secondo al traguardo: da notare, in questi giorni di polemiche per quanto accaduto a Venezia, che gli organizzatori, stimando un’aggiunta fra i 500 e i 600 metri, hanno lasciato intatta la classifica, ma l’hanno tarata per i tre malcapitati stimando un tempo di arrivo e retribuendolo di conseguenza. In gara anche l’etiope Tariku Jufar, PB di 2h06’51” e il kenyano Albert Korir, quest’anno primo a Vienna. In campo femminile torna la vincitrice dello scorso anno Purity Changwony, opposta all’etiope Shuko Genemo Wote, prima a Vienna in 2h24’31”, alla connazionale Jane Jelagat Seurey, quarta a Rotterdam in 2h26’29” e all’altra etiope Shashu Insermu, seconda lo scorso anno.

La kenyana Changwony prima nel 2016 (foto organizzatori)

Il circuito Iaaf prevede anche la Marsiglia-Cassis, una delle principali gare mondiali sui 20 km, dove torna in gara la kenyana Edith Chelimo, prima a Cardiff sulla mezza in 1h05’52” che è la settima prestazione di sempre. Un tempo che la candida a favorita d’obbligo, pronta ad attaccare il record della gara stabilito lo scorso anno dalla primatista mondiale di mezza maratona Joyciline Jepkosgei in 1h07’02”. Di fronte avrà l’etiope Dera Dida, seconda nella mezza di Houston a gennaio in 1h08’06”, la connazionale Stacy Ndiwa quinta ai Mondiali di cross 2015 e l’etiope Muliye Dekebo quest’anno scesa a 1h09’10” alla RomaOstia. Di buon livello anche la gara maschile con il kenyano Wilfried Kimeli Kimitei, quarto a Usti nad Labem in 1h00’12”, sfidato dall’etiope Jemal Yimer, quinto ai Mondiali sui 10000 e che lo scorso mese ha corso i 10 km a Praga in 27’54”. Tra gli altri kenyani ed etiopi fa capolino anche una vecchia conoscenza italiana, il ruandese Felicien Muhitira, quarto nella 20 km di Parigi a inizio ottobre.

 

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