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10 prodotti che mi sono piaciuti nel 2021

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Top 10 MTB 2021 - cover
I 10 prodotti + 1 che mi sono piaciuti di più nel 2021

Manca poco alla fine del 2021, arriva così il momento dei pensieri e delle riflessioni di fine anno, ma anche di dare un’occhiata ai prodotti che si sono distinti dagli altri. Ogni biker ha i suoi gusti e preferenze, così come il sottoscritto.

Quella che leggerete è la Top 10 – più una menzione speciale – dei prodotti che mi hanno lasciato un’impressione particolarmente positiva, per un motivo o per l’altro. Che continuo a usare con piacere e, per quelli che sono tornati in casa madre, rimpiango di non avere più a disposizione.

Ecco la mia lista dei 10 prodotti +1 del mondo MTB che più mi sono piaciuti nel 2021

MTB: Cannondale Scalpel SE Ltd Lefty

Test Cannondale Scalpel SE Ltd - cover
Cannondale Scalpel SE Ltd – foto: Cristiano Guarco

Se non è stato amore a prima vista, poco ci è mancato

Avevo già gustato, a lungo l’anno scorso, la nuova full suspended Scalpel per impieghi XC/Marathon e, a pochi mesi di distanza, la versione Scalpel SE, “potenziata” per travel, geometrie, e specifiche. Una modernissima mountain bike da cross country aggressivo, o Downcountry come si dice adesso.

Mancava ancora qualcosa perché fosse vero amore, la forcella Lefty Ocho con travel da 120 mm. Cannondale ha fatto felice me e tutti gli appassionati con l’allestimento – introdotto nella prima metà del 2021 – che si colloca ai vertici della serie, Cannondale Scalpel SE LTD Lefty (qui il nostro test).

Nella nuova configurazione top di gamma viene esaltata la sua anima di gioiosa arrampicatrice, in particolare sulle rampe più sfidanti per pendenza e fondo. Lascia sempre la voglia di più travel in discesa, fermo restando la sicurezza trasmessa al biker quando vuole aprire il gas sui trail scorrevoli superando di slancio gli ostacoli più importanti.

Siamo ai limiti del trail biking, potendo godere di una piattaforma eccezionalmente versatile ed efficace che, con specifiche curate in ogni area, ne libera tutto il potenziale inespresso. Una MTB per pedalare e guidare con soddisfazione ovunque.

Più informazioni qui: www.cannondale.com/it-it/bikes/mountain/trail-bikes/scalpel-se

eMTB: Rotwild R.E375 Pro

Rotwild R.E375 Pro short test - bike 01
Rotwild R.E375 Pro – Foto: Rupert Fowler

La eMTB Light da enduro senza compromessi, o quasi

Le e-bike siano il vero traino dell’industria ciclistica, con l’offerta sempre più ampia e strutturata… le bici arrivano con il contagocce nei negozi, ma questa è un’altra storia.
In ogni caso, una delle tendenze più interessanti nel settore, in particolare di questo 2021, riguarda le cosiddette eMTB Light.

Sono MTB elettrificate che sacrificano qualcosa per potenza, coppia e supporto, mettendo sul piatto una comunque ricca controparte fatta di design più snello e leggero, superiore maneggevolezza alle basse velocità, e una pedalata più naturale.

Tra i progetti più notevoli che mi è capitato di assaggiare c’è questa Rotwild R.E375 Pro (qui il nostro short test). Il marchio tedesco, con una lunga storia nel mondo e-bike, ha pensato una famiglia di soluzioni basate su un telaio in carbonio che ospita un tradizionale motore Shimano EP8, alimentato però da una batteria da “soli” 375 Wh. Si va dalla tuttofare R.X375 alla belva da bike park R.G375.

La particolarità sta nel fatto che i due setup di serie non sono così limitati per supporto e coppia massima erogata, con il biker che è in ogni caso libero di sperimentare per cucire la e-bike sui gusti personali: giri corti e tirati, fatti a tutta, o un approccio più rilassato per compensare il peso della bici con l’assistenza del motore, o andare poco oltre.

Questa R.X375 Pro mi è piaciuta, nella giornata di riding sui sentieri di Dolomiti Paganella in occasione di Mountain Bike Connection Summer 2021. Un buon compromesso tra stabilità, comfort e maneggevolezza, in un pacchetto dal design sopraffino e dal peso relativamente contenuto (sotto i 20 kg), ma soprattutto realmente personalizzabile senza limiti.

Più informazioni qui: www.rotwild.com/bikes/bikes/enduro/re375/pro/

Pneumatici: Maxxis Assegai & Dissector

L’accoppiata definitiva per il gravity, e non solo

Gli pneumatici sono l’interfaccia con il terreno della nostra bici, un componente cruciale di ogni MTB che si rispetti. Non è semplice trovare l’equipaggiamento perfetto, considerato che la stragrande maggioranza di noi biker non è un professionista che si può permettere di selezionare il treno di gomme adatto a un determinato anello cross country, prova speciale enduro, o pista da discesa. In base alla tipologia del terreno e alle sue condizioni, cambiandolo da una gara all’altra.

Così dobbiamo fare delle scelte, a volte scendere anche a compromessi. Non è il caso dell’accoppiata Assegai/Dissector, una delle più efficaci in ambito enduro e gravity, almeno per chi cerca il massimo per grip e supporto quando il gioco si fa duro per pendenza e tecnicità del terreno (qui il test di Dissector, qui invece la preview di Assegai).

Solo nel corso di questo 2021 sono riuscito a montarle e provarle a lungo nella configurazione desiderata: costruzione WT con carcassa Exo+, mescola 3C MaxxTerra, compatibilità Tubeless Ready, in diametro 29″ e rispettiva sezione di 2,5″ per Assegai anteriore e 2,4″ per Dissector posteriore.

Che dire? Belle da vedere, con i design studiati per azzannare il terreno e non lasciarlo più. Cosa desiderare di più? Magari una mescola 3C MaxxGrip davanti, mettendo però in conto una piccola perdita in scorrevolezza. Forse, il giusto prezzo da pagare…

Più informazioni qui: www.ciclopromo.com/catalogo/Maxxis/

Sospensioni: Ext Storia Lok V3

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EXT Storia Lok V3 – foto: Cristiano Guarco

Un ammortizzatore super performante, cucito su misura per il biker e la sua bici

Il sogno di ogni biker, me compreso, è di avere una bici cucita perfettamente su misura: materiale e geometria del telaio, componenti, ma soprattutto performance e tuning delle sospensioni. Extreme Racing Shox soddisfa in parte questo sogno.

Lo specialista veneto offre infatti due ammortizzatori a molla, Arma e Storia, dedicati rispettivamente a impieghi gravity ed enduro, con la possibilità di tarare le specifiche, e di conseguenza il rendimento e le performance, sull’utilizzatore finale.

Ho montato Ext Storia Lok V3 sulla piattaforma di test a lungo termine Trek Slash 9.7 2021 (il nostro test). La messa a punto è pressoché perfetta per il genere di bici, la cinematica della sospensione posteriore – in questo caso quadrilatero articolato ABP con snodo concentrico sull’asse ruota a 160 mm di travel -, peso e attitudine di guida del biker, compreso l’uso di pedali clipless o flat.

Due sono le molle fornite in dotazione – nel mio caso 350 lbs/inch per impiego più enduro e 400 lbs/inch per maggiore versatilità in ambito trail biking – per regalare una guida eccezionalmente fluida e controllata, sempre.

Un paio di aspetti mi hanno colpito: il funzionamento del blocco per la fase pedalata, e quello dei circuito idraulico – esclusiva EXT – per il controllo dei fine corsa, perfetto per chi cerca un comportamento super fluido e sensibile sfruttando il Sag relativamente elevato di una molla più morbida.

Più informazioni qui: www.extremeshox.com/mtbproducts/

Reggisella telescopico: Bike Yoke Revive 2.0

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Bike Yoke Revive 2.0 montato sulla Ibis Ripley AF – foto: Cristiano Guarco

Design minimale e prestazioni consistenti dalla germania

Tutto nasce dal test di una bici che ha avuto il merito di alzare l’asticella delle performance per un prodotto economico. Ibis Ripley AF (qui il nostro test), una trail bike leggera e vivace nella guida, dimostra ancora una volta come prezzo e valore non siano strettamente collegati. Se un telaio o una bici sono relativamente accessibili, non significa che la qualità della guida ne sia limitata.

Ripley AF, a causa della carestia di prodotti che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, aveva specifiche non corrispondenti a quelle ufficiali, tra cui il reggisella telescopico Bike Yoke Revive 2.0, una graditissima sorpresa dalla Germania. Per design e comportamento.

Stelo realizzato in un singolo pezzo forgiato, morsetto a due viti dall’altezza ridotta a tutto vantaggio del massimo abbassamento disponibile per la discesa, leva ergonomica che trasforma una pressione leggera in un’azione precisa e liscia come la seta. E soprattutto gli interni rivisti rispetto alla precedente versione, più semplici per una durata superiore e un gioco inferiore, oltre all’esclusiva funzione Revive: quando l’azione sembra spugnosa – il design più semplice porta anche a maggior probabilità di emulsione di olio e aria – basta agire sulla brugola collocata sotto il morsetto della sella mentre lo si comprime, per ripristinare le massime performance.

Potrebbe (forse) essere il miglior telescopico in circolazione, se solo la velocità del ritorno fosse leggermente più alta. Senza dimenticare che Bike Yoke Revive 2.0 ha un ampissimo range di abbassamento, da 125 a 213 (!!!) mm, passando per 160 e 185 mm, per adattarsi a ogni bici, biker e stile di riding.

Più informazioni qui: www.bikeyoke.de/en/

Scarpe: Fizik Gravita Tensor

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Fizik Gravita Tensor – foto: Cristiano Guarco

La quadratura del cerchio per le scarpe MTB enduro e gravity

Il marchio italiano Fizik, meglio ancora fi’zi:k (grafia fonetica della parola physique, in italiano fisico, in riferimento al corpo umano), era noto per le selle. Era, perché da qualche anno è assoluto protagonista nel mondo delle calzature per il ciclismo. La crescita è stata rapida, con un successo sorprendente.

L’azienda ha saputo muoversi nel modo giusto, con soluzioni mai banali, per look, funzionalità e prestazioni. Ne sono testimoni le scarpe Fizik Gravita Tensor (qui la nostra preview), versione “super strong” per impieghi enduro/gravity della serie introdotta a inizio 2021. Offre soluzioni sia clipless sia flat, compreso il modello Gravita Versor dal design più essenziale e meno protettivo, per un impiego a tutto tondo (trail biking).

Sono calzature che non passano inosservate, per l’estetica unica che ha ricadute funzionali molto rilevanti: tomaia robusta e al tempo stesso traspirante in nylon Ripstop, che avvolge il piede in un morbido abbraccio; doppia chiusura a stringhe asimmetrica Ergolace e con fascia in velcro Tensor; shank in nylon integrato e intersuola in Eva per dare quella rigidità extra utile sia in pedalata sia in discesa; suola Vibram Megagrip XS Evo con sede asimmetrica e dall’ampio range per la tacchetta; puntale rinforzato in TPU, profilo interno rialzato e sagomato con pad protettivo sul malleolo, e un paracolpi in gomma laminata sulle aree di contatto laterali.

Manca qualcosa? Direi nulla, sono diventate rapidamente le mie scarpe preferite nelle lunghe giornate passate in sella sui trail più sfidanti: sono un eccellente mix tra comfort, protezione e connessione con i pedali.

Più informazioni qui: www.fizik.com/eu_en/gravita-versor.html

Abbigliamento e protezioni: Fox MTB

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Abbigliamento estivo Fox usato durante il photoshooting del test Trek Fuel EX 9.8 GX – foto: Luca Ghigliani

Tecnologia e stile al servizio di prestazioni, comfort e sicurezza del biker

Una vera sorpresa degli ultimi anni. Confesso che avevo snobbato il marchio della “testa di volpe”, fratello (in senso stretto e in senso lato) di quello della “coda di volpe”. Il primo focalizzato sull’abbigliamento e gli accessori, il secondo sulle sospensioni MTB. Mi sono dovuto ricredere, dopo aver provato per lavoro e aver continuato a utilizzare per piacere caschi, maglie, shorts, fondelli, calze, guanti, protezioni, pantaloni e giacche anti pioggia e invernali (qui la guida alla scelta dell’abbigliamento impermeabile con test del kit Fox).

L’offerta è davvero ampia e strutturata, con collezioni per ogni destinazioni d’uso – più o meno leggere, traspiranti, e robuste – e costruite con materiali da primi della classe per ottimizzare una funzione protettiva – da acqua, vento e freddo – o un’altra. Ciliegina sulla torta, quelle cosiddette collezioni “capsule” – come la recente Lunar – che aggiungono un tocco di stile a funzioni utili come la visibilità in condizioni di scarsa luminosità.

Un’ulteriore conferma di come Fox Racing sia attenta alle reali necessità del biker, per girare nel massimo comfort e sicurezza, che siano i sentieri dietro caso o le piste DH di classe mondiale.

Più informazioni qui: www.californiasport.info/product/fox/

Casco: Bluegrass Rogue Core MIPS

Bluegrass Roque Core MIPS - lifestyle 02
Bluegrass Rogue Core MIPS – foto: Bluegrass

Stile unico e distintivo per un casco comodo e protettivo

Un casco provato nel 2020 – nella colorazione che vedete nella foto qui sopra – e di nuovo nel 2021 in occasione di Mountain Bike Connection Summer in Dolomiti Paganella Bike in un bel bordeaux metallizzato. Sono sincero, Bluegrass Rogue Core MIPS (qui la nostra preview) risiede stabilmente nel ripiano dei miei caschi preferiti sullo scaffale, una scelta limitatissima, di cui potete immaginare gli altri due (non ci vuole molto, basta guardare qualche foto action in questo post e aprire i link dei vari test).

Il motivo? Semplicissimo, ha un’estetica originale anche se divisiva (può piacere o meno), accompagnata da una grande protezione (MIPS C2) e da un comfort elevato. La canalizzazione dell’aria è tra le più efficaci nel settore trail, con ben 19 feritoie di ventilazione, così come le imbottiture interne sono comode oltre che tra le migliori nel gestire bene il sudore in estate. Tra le chicche, il sottogola magnetico Fidlock, lo spazio per riporre la maschera MTB o gli occhiali, e in generale una grandissima attenzione ai dettagli.

Mi è piaciuto e mi piace molto, anche solo osservare il suo look fuori dai canoni, con le linee nette e affilate e la sua visiera in posizione alzata che assomiglia al becco di un rapace. Bello da guardare ma anche da usare, motivo per cui lo indosso spesso e volentieri, per piacere o per lavoro.

Più informazioni qui: www.met-helmets.com/it/shop/gravity/bluegrass-helmets/bluegrass-trail-helmets/rogue-core-mips/

Occhiali: Alpina RAM Q-Lite V

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Alpina RAM – foto: Cristiano Guarco

Look moderno e qualità della visione che non lasciano indifferenti

Provo caschi e occhiali Alpina da qualche anno, e devo essere sincero. La qualità è elevata, soprattutto per i secondi, di cui ho sempre apprezzato le lenti fotocromatiche. Le collezioni 2021 hanno visto un grande rinnovamento per design e look, intimamente collegati anche alle prestazioni.

Del casco aperto Comox per impieghi trail/enduro leggerete più avanti online – trovate la review sul numero di Dicembre 2021 del magazine – così come di quello ancora più protettivo Rootage Evo, ora mi concentro sugli occhiali RAM. Li ho ovviamente provati nella versione Q-Lite V con lente fotocromatica Varioflex (il nostro test). Lo stile è attuale, con la montatura chiusa dalle forme squadrate che contiene un’ampia lente realizzata in un singolo pezzo.

Il comfort e la nitidezza della visione sono elevati, con un ampio campo visivo accompagnato da una grande reattività nell’adattarsi alle diverse condizioni di luminosità, un trattamento specchiato che riflette i raggi infrarossi e filtra al 100% le radiazioni ultraviolette, e dal trattamento Fogstop che ritarda nella maggior parte delle volte l’appannamento della lente. Per finire, la tecnologia Hicon aumenta il contrasto mentre quella Quatroflex Lite rende i colori più ricchi, per catturare tutti i dettagli dei trail.

In definitiva, è la mia scelta preferita per look distintivo e attuale, oltre che per le tecnologie all’avanguardia che assicurano una protezione totale dalla luce solare e una grande qualità della visione.

Più informazioni qui: www.alpina-sports.com/it/occhiali/adulto/ram-q-lite-v/?number=A8672031

Elettronica: Bryton Rider 750T

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Bryton Rider 750T – foto: Cristiano Guarco

Pacchetto completo e interfaccia intuitiva al giusto prezzo

Amo i GPS cartografici, per un semplice motivo: accompagnano le mie uscite in mountain bike, da quelle più brevi nei dintorni alle avventure in spot sconosciuti. Amo anche prodotti più semplici, che registrano ogni possibile – e utile – dato associato alla pedalata, che sia road oppure off-road non è importante, offrendo comunque una cartografia di base con routing (indicazioni per seguire il percorso preimpostato).

Bryton Rider 750T (il nostro test) appartiene a questa seconda categoria, con una serie di importanti plus. Conosco bene i dispositivi Bryton, notando un costante miglioramento per usabilità, funzionalità e affidabilità. Questo Rider 750T usato nel corso del 2021 è il frutto di questa evoluzione, un pacchetto compatto e leggero che vanta anche una completa connettività, una valida app per smartphone, e la compatibilità con i popolari servizi Strava e Komoot.

Si può fare ancora meglio, in particolare per l’interfaccia utente non così intuitiva. Ma una volta presa confidenza, la soddisfazione nell’utilizzo è sempre stata grande, soprattutto per il rilevamento rapido dei satelliti, l’altrettanto rapido accoppiamento con sensori e telefono, da cui è un piacere modificare il numero, la tipologia e la ricchezza dei dati visualizzati nella varie schermate associate ai diversi profili bici.

Il prezzo è super competitivo (319,95 € per la versione T che comprende fascia cardio, sensori di velocità e cadenza, e staffa rigida; 249,95 € per quella base), rappresentando una validissima alternativa a marchi e prodotti più blasonati, in particolare per chi cerca completezza delle metriche acquisite e connettività, senza dimenticare il routing di Komoot e il supporto di Strava.

Più informazioni qui: www.ciclopromo.com/catalogo/Bryton/

Game Changer: Ochain Active Spider

Ochain Active Spider review - cover
Ochain Active Spider – foto: Cristiano Guarco

Un vero e proprio cambio di paradigma per la qualità del riding, dal trail biking al downhill

Il plus di questa Top 10 del 2021 non poteva che essere Ochain, lo spider attivo inventato dal quel genio che risponde al nome di Fabrizio Dragoni (qui la nostra intervista). Game Changer di nome e di fatto, non è una semplice promessa del marketing, questo Ochain è stato montato sulla Trek Slash 9.7 MY21 e mai più smontato, sempre utilizzato con grandissima soddisfazione, provando le varie configurazioni disponibili.

La promessa è quella di guidare “chainless”, senza catena, senza perdere la possibilità di pedalare e contrastando uno degli effetti più fastidiosi del tiro catena sulla sospensione posteriore mentre si comprime, il cosiddetto Pedal Kickback. Qui ho approfondito tutti gli effetti collaterali della cinematica del carro ammortizzato in pedalata e in frenata. Riassumendo, il tiro catena che tende a far ruotare all’indietro le pedivelle – e quindi i piedi del biker appoggiati sui pedali – durante la compressione della sospensione, con la ruota libera innestata. Il Pedal Kickback viene misurato in gradi di rotazione delle pedivelle.

Così Ochain dà tre configurazioni in base al livello di “contraccolpo sui pedali” della propria bici: 6°, 9 o 12°. Il feeling alla guida è influenzato anche dai gradi di innesto della ruota libera del mozzo posteriore, ma non vado oltre, per approfondire leggetevi il test completo di Ochain Active Spider.

Mi limito a rinnovare i complimenti a Fabrizio per la sua intuizione prima e per la brillante ingegnerizzazione poi, sino al prodotto finale, offrendo un innegabile vantaggio – competitivo, per chi gareggia in enduro e DH – ai biker concentrati sul feeling e sulle performance in discesa. Alla fine del lungo periodo di prova, me ne guardo bene dal toglierlo per tornare a un setup classico, anche se più leggero.

Dimenticavo: un bel “in c..o alla balena” a Fabrizio e a tutto il team che sta alle spalle del progetto Terra VR46! (ammirato alla recente fiera EICMA 2021)

Più informazioni qui: it.ochain.bike/

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